Assodato che la pasta non sia di origine cinese (si ha infatti una testimonianza scritta, risalente al 1244, in cui un medico bergamasco ordina al suo paziente di “non mangiare la pasta”; il rientro di Marco Polo in Italia avvenne invece solo nel 1292!) ma solo ed unicamente italiana e fatta con grano duro italiano, possibilmente di Sicilia.

La pasta in Italia viene prodotta in un’infinita varietà di formati. Iniziamo con l’individuare le tre grandi categorie: pasta lunga (spaghetti, linguine, tagliatelle, fettuccine, ecc.), pasta corta (maccheroni, penne, fusilli, farfalle, ecc.) e pasta cortissima (ditalini, pennette, ecc.). Vi è poi la cosiddetta pastina: si tratta di formati molto piccoli (farfalline, anellini, stelline) che di solito vengono usati per le minestre più delicate o cucinati semplicemente in brodo.

La pasta si distingue anche in liscia o rigata. Alcuni formati sono esclusivamente lisci o esclusivamente rigati (un esempio per tutti sono i cosiddetti “rigatoni”); altri, come a esempio le penne, sono disponibili nelle due versioni.
La pasta alimentare conforme alla legge e alle tradizioni locali è un alimento tipico italiano, nelle sue varianti locali, regionali ed artigianali, salvaguardato e protetto dalle contraffazioni dal Governo Italiano e dalla CEE.

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